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Analisi Emozionale

Insufficienza mitralica

Analisi Emozionale
Insufficienza mitralica

Attenzione!

Le informazioni contenute nella sezione Analisi Emozionale dell'enciclopedia GEORN sono offerte a fini informativi e di riflessione interiore, e non devono in alcun modo sostituire consulti psicologici, psichiatrici o medici professionali.

Le spiegazioni emozionali relative ai sintomi fisici e le tecniche proposte (meditazioni guidate, visualizzazioni, affermazioni, esercizi di consapevolezza, PNL o psicologia positiva) si basano su approcci olistici, filosofici e psicosomatici, e non sono da intendersi come diagnosi cliniche, né come trattamenti per disturbi mentali o fisici.

GEORN, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per decisioni prese o conseguenze derivanti dall’uso autonomo delle indicazioni riportate. In presenza di disturbi psichici, traumi o sintomi persistenti, è sempre necessario rivolgersi a uno psicologo, psicoterapeuta o medico competente.

L’analisi emozionale è un complemento alla consapevolezza personale e al benessere interiore, e non costituisce terapia medica, psicologica o psichiatrica.

L'analisi emozionale considera il cuore non solo come organo fisico, ma come sede simbolica dell'amore, della connessione e dell'equilibrio interiore. L’insufficienza mitralica – dove la valvola mitrale non riesce a chiudersi correttamente – viene letta anche come un blocco nell’apertura emotiva, nel lasciar fluire i sentimenti o nel trattenere emozioni che dovrebbero essere espresse.


Spiegazione emozionale 

da GEORN (fonte: Medicina Emozionale di Luca Bolognini)

Sebbene non sia riportata specificamente la voce insufficienza mitralica, la medicina emozionale affronta i disturbi del cuore in generale. Secondo questa visione:

“Il cuore rappresenta l'amore, la gioia e il senso di connessione. I disturbi cardiaci esprimono spesso un sentimento di mancanza d'amore o un sovraccarico emozionale non gestito. Il cuore malato può segnalare una persona che dà troppo agli altri, che si dimentica di se stessa o che si sente abbandonata. Quando il cuore è affaticato, spesso lo è anche l'anima.”

Domande da porsi per favorire l’ascolto interiore:

  • Mi sto prendendo cura del mio cuore emotivo?

  • Ho perdonato me stesso e gli altri?

  • Vivo con amore o nel risentimento?

  • Sto trattenendo emozioni per paura di soffrire?

Tecnica consigliata 

(Programmazione Neuro-Linguistica + Psicologia Positiva)

Tecnica della "Visualizzazione del Cuore Vivente"
Obiettivo: favorire la connessione col proprio cuore interiore ed emozionale.


Come eseguirla (una volta al giorno per almeno 21 giorni):

  • Trova un luogo tranquillo, siediti comodo e chiudi gli occhi.

  • Inspira profondamente per 4 secondi, trattieni per 4, espira per 6. Ripeti per 3 volte.

  • Porta l’attenzione al tuo cuore. Immaginalo come un fiore che si apre con ogni respiro.

  • Visualizza una luce rosata che fluisce dentro e fuori dal cuore, a ogni battito.

  • Ripeti mentalmente per 5 minuti questa affermazione:
    “Io apro il mio cuore alla gioia, al perdono e alla libertà di amare me stesso.”

  • Concludi con gratitudine, portando le mani sul cuore e restando in ascolto per un minuto.

Effetto atteso

Questa tecnica facilita il rilascio di emozioni represse, la riconnessione col proprio centro affettivo e il riequilibrio del campo emozionale, aiutando anche a migliorare i sintomi associati a tensione cardiaca di origine psicosomatica.



Precauzioni 

  • La medicina emozionale è un valido supporto complementare e non deve essere intesa come terapia medica sostitutiva.

  • In presenza di disturbi cardiaci diagnosticati, è essenziale seguire le indicazioni del proprio cardiologo.

  • Le pratiche di introspezione devono essere svolte con rispetto per sé stessi, senza forzature.

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