Analisi Emozionale
Linfomi (Hodgkin e non-Hodgkin)


Attenzione!
Le informazioni contenute nella sezione Analisi Emozionale dell'enciclopedia GEORN sono offerte a fini informativi e di riflessione interiore, e non devono in alcun modo sostituire consulti psicologici, psichiatrici o medici professionali.
Le spiegazioni emozionali relative ai sintomi fisici e le tecniche proposte (meditazioni guidate, visualizzazioni, affermazioni, esercizi di consapevolezza, PNL o psicologia positiva) si basano su approcci olistici, filosofici e psicosomatici, e non sono da intendersi come diagnosi cliniche, né come trattamenti per disturbi mentali o fisici.
GEORN, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per decisioni prese o conseguenze derivanti dall’uso autonomo delle indicazioni riportate. In presenza di disturbi psichici, traumi o sintomi persistenti, è sempre necessario rivolgersi a uno psicologo, psicoterapeuta o medico competente.
L’analisi emozionale è un complemento alla consapevolezza personale e al benessere interiore, e non costituisce terapia medica, psicologica o psichiatrica.
L'analisi emozionale considera il linfoma come una malattia legata a blocchi profondi nel Primo Chakra (Muladhara), il centro dell’identità fisica, della sopravvivenza e della connessione alla Terra. Questo tipo di tumore rappresenta, a livello simbolico, un conflitto con le proprie radici, con il diritto di esistere e con la sensazione di non essere al sicuro o supportati nella vita.
Significato emozionale del linfoma
Il linfoma è collegato a un profondo senso di disconnessione dal proprio terreno esistenziale. La persona può vivere esperienze come:
Paura inconscia della morte o della perdita del controllo.
Sensazione di non avere un posto sicuro nel mondo.
Trauma relazionale o familiare non risolto.
Mancanza di supporto emotivo, percepito come “dovercela fare da soli”.
Perdita o frattura nei legami fondamentali (famiglia, patria, cultura).
Rabbia repressa verso il senso di impotenza e abbandono.
Domande guida per la consapevolezza:
Mi sono mai sentito abbandonato o non supportato?
Provo la sensazione che la vita sia troppo difficile da affrontare da solo?
Ho vissuto eventi che mi hanno tolto il senso di sicurezza e stabilità?
Tecnica consigliata:
Visualizzazione del Radicamento e Affermazione Potenziante
Durata: 10 minuti al giorno, ogni giorno, preferibilmente al mattino.
Siediti a terra o su una sedia con la schiena dritta e i piedi ben appoggiati.
Porta l’attenzione al respiro e chiudi gli occhi.
Immagina delle radici luminose che partono dalla pianta dei piedi e scendono giù nella Terra, fino al centro del pianeta.
Visualizza queste radici che si ancorano saldamente e ti trasmettono stabilità, nutrimento, forza.
Pronuncia mentalmente o ad alta voce per almeno 3 volte:
“Io sono radicato. Sono al sicuro. Merito di esistere. La vita mi sostiene.”Rimani in silenzio per qualche minuto, respirando con calma.
Effetto atteso: questa pratica agisce riequilibrando il Primo Chakra, sciogliendo tensioni legate alla sopravvivenza, aumentando il senso di sicurezza e connessione.
Precauzioni
Questa tecnica non sostituisce terapie psicologiche o mediche, ma è un complemento energetico ed emozionale.
In caso di vissuti traumatici importanti o stress acuto, è sempre consigliabile il supporto di uno psicoterapeuta.

