top of page

Analisi Emozionale

Disconnessione da Sé Stessi (o dalla Propria Missione)

Attenzione!

Le informazioni contenute nella sezione Analisi Emozionale dell'enciclopedia GEORN sono offerte a fini informativi e di riflessione interiore, e non devono in alcun modo sostituire consulti psicologici, psichiatrici o medici professionali.

Le spiegazioni emozionali relative ai sintomi fisici e le tecniche proposte (meditazioni guidate, visualizzazioni, affermazioni, esercizi di consapevolezza, PNL o psicologia positiva) si basano su approcci olistici, filosofici e psicosomatici, e non sono da intendersi come diagnosi cliniche, né come trattamenti per disturbi mentali o fisici.

GEORN, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per decisioni prese o conseguenze derivanti dall’uso autonomo delle indicazioni riportate. In presenza di disturbi psichici, traumi o sintomi persistenti, è sempre necessario rivolgersi a uno psicologo, psicoterapeuta o medico competente.

L’analisi emozionale è un complemento alla consapevolezza personale e al benessere interiore, e non costituisce terapia medica, psicologica o psichiatrica.

La disconnessione da sé stessi rappresenta un grido silenzioso dell’anima, che ci avvisa che abbiamo perso il contatto con la nostra essenza, i nostri desideri profondi e il nostro scopo autentico. È un segnale di disallineamento interiore, dove il corpo può iniziare a manifestare disturbi fisici o psichici per portarci attenzione su ciò che ignoriamo. Secondo l'analisi emozionale, questa condizione può derivare da:

  • Sentimenti di colpa esistenziale, come se non meritassimo di esistere o di essere felici

  • Un profondo senso di fallimento nei confronti del nostro scopo di vita o delle nostre scelte

  • Il timore di non fare la scelta giusta o l’aver vissuto situazioni che ci hanno fatto sentire “fuori strada”

  • La paura di impegnarsi in qualcosa che può cambiare radicalmente la nostra vita, e quindi il rifiuto di un’evoluzione

  • La sensazione di aver perso ciò che dava un senso alla nostra esistenza, come un amore, una passione, un sogno

Tecnica di ricalibrazione emozionale consigliata: 

“Il Cerchio della Missione”

Questa tecnica deriva dalla psicologia positiva e dalla programmazione neurolinguistica. Serve a rientrare in contatto con la propria voce interiore.


Fasi del rituale 

(da ripetere 1 volta al giorno per 21 giorni)

Prepara lo spazio
Trova un luogo tranquillo, accendi una candela bianca e, se puoi, diffondi olio essenziale di incenso o sandalo.

Disegna un cerchio sul pavimento con un tappeto, dei cuscini o semplicemente visualizzandolo.

Entra nel cerchio e siediti in posizione comoda. Chiudi gli occhi.

Respira profondamente 3 volte e inizia a ripetere mentalmente:
“Mi riconnetto con la mia verità. Ricordo chi sono. Ricordo perché sono qui.”

Visualizza te stesso in uno dei momenti in cui ti sei sentito pienamente vivo, connesso, ispirato. Lascia emergere un’immagine, un’emozione, un suono.

Chiedi interiormente:
“Qual è il mio dono?”
“Cosa posso portare al mondo che nasce dalla mia autenticità?”
E resta in ascolto.

Concludi la pratica con una frase scritta su un diario:
“Oggi mi avvicino alla mia missione…” (completa la frase liberamente).



Precauzioni

  • Questa tecnica non sostituisce il supporto psicologico o psicoterapeutico nei casi di disturbi gravi.

  • È consigliata come pratica integrativa in momenti di smarrimento o transizione.

  • Se emergono emozioni forti, si può chiedere supporto a un counselor o terapeuta specializzato.

bottom of page